“Ti ho portato sta meraviglia,ti ho portato un po’ della terra mia.

Vengo dalla “terra di mezzo”, la terra di passaggio che sta tra due mari, la terra che sta al centro dei Monti d’Italia (Viirgilio),la terra dell’osso che la polpa è altrove(Vinicio Capossela), la terra di incontri,dcontri, la terra di contaminazioni, terra di tradizioni profonde che non sono ancora andate perse.

Il nocciolo qui è di antichissimo insediamento, pensa che il suo nome scientifico (Corylus Avellana) fa riferimento ad un paesino in provincia d Avellino (Avella) ed è un testimone storico: deliziò i sanniti, i greci, i romani, i normanni, i borboni e i briganti.

Ancora oggi dalle parti mie si scappa perchè non c’è “niente”, ma chissà perchè tutti tornano prima o poi.

Sarà per l’aria buona o per l’acqua pura, sarà per la semplicità delle persone o la compagnia delle montagne, sarà… ma se ci sei nato, o anche se ci sei solo passato da ste parti, qualcosa ti è rimasto nel cuore, e prima o poi ci ritorni.

Io voglio che ci vieni in Irpinia.

Voglio guardare i tuoi occhi riempirsi di meraviglia, voglio che vivi di sagre, processioni e feste di paese…
voglio che ti sazi e ti ubriachi, di semplicità.

Ma nel frattempo che decidi quando, come e con chi venire, l’Irpinia te la ho portata qua; e prenditi un attimo quindi, siedi, assaggia.

Pensa che sti campi a nocciole ce li avvano i miei bisnonni.

Pensa che non abbiamo mai comprato una pianta.

Pensa che ancora le essicchiamo al sole, ancora le selezioniamo a mano.

Pensa che mio padre a quasi 80 anni, fa la potatura.

Pensa che tu ora ce le hai sotto mano.

Nun te stai a magnà na nocchia, te stai a magnà un pezzo de core.

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